«Questo è forse il mio consiglio più prezioso, ragazzo! Tienilo sempre a mente: ogni storia merita di essere raccontata fino alla fine. Ogni storia, anche la più sciocca o la più spaventosa!»

cit. di Petraeus Sharapov – Rettore dell’Accademia del Mastro Orologiaio di Praga                                                                   da “Il Mutafavole e l’Ombra del Primo Buio”

Ed è così che tutto è iniziato, raccontando una storia. Una storia sussurrata sotto voce a me stesso che si è poi trasformata in carta e inchiostro nero. Prima di imbracciare la “penna” e iniziare la mia personale crociata nel mondo del Fantasy, ero dall’altra parte della barricata. Sono sempre stato un lettore, non uno scrittore. Da bambino passavo pomeriggi interi a giocare ai Final Fantasy, ad evocare Guardian Force e sconfiggere streghe venute dal futuro; poi è arrivato Harry Potter, con il quale sono cresciuto, ed insieme a lui ho scoperto la Terra di Mezzo di Tolkien, i Draghi di George Martin e le Lingua di Fata di Cornelia Funke. Con la maturità ho apprezzato la poetica onirica di Guglielmo del Toro, le visioni di Zack Snyder e dei Fratelli Wachowski e mi sono perso nei racconti post-apocalittici di Suzanne Collins e di Terry Brooks. Un vorace spettatore pronto a sognare nei mondi altrui. Quando il Mutafavole ha bussato alle porte della mia immaginazione, però, non ho saputo resistere. Non ho potuto resistere. La storia si è scritta da sola, i personaggi e i luoghi si sono plasmati sotto i miei occhi, come in un flusso inconscio; come quando un ruscello diventa fiume e poi cascata. L’universo del Mutafavole, tuttavia, non si è generato in una notte. Ci sono voluti quasi due anni ad incastrare tutti i pezzi, a limare i dettagli, a conoscere i protagonisti, renderli credibili e suggestivi. Era un passatempo, un diletto personale, la gioia nel restare sveglio fino alle tre di notte. Adesso, grazie alla casa editrice il Ciliegio, è un romanzo, una saga al suo primo capitolo.

Io sono Antonio, e nella vita mi occupo di Immagine e Comunicazione Digitale per importanti aziende d’abbigliamento. Il protagonista del mio libro, invece, si chiama Dante e nella vita desiderava fare l’archivista, il professore… forse. Il destino, invece, l’ha investito di un potere enorme e tremendo: la capacità di poter modificare qualsiasi storia sia mai stata scritta con la sola forza della sua fantasia. Questo sconfinato talento diventa l’ago della bilancia nell’eterno conflitto tra luce e tenebra e Dante l’epicentro del mondo magico oltre la “soglia” dove le creature fantastiche balzano fuori dalle loro storie e camminano per le strade delle nostre città.

La cosa che più mi affascina della scrittura è poter dare vita ai personaggi: inventare storie, ricostruire il loro passato, modellare un pensiero o un comportamento, farli vivere di passioni e drammi, regalargli un nome, insomma, renderli reali. Le creature che Dante incontra durante la sua rocambolesca avventura, sono davvero numerose e variegate. Non ho voluto escludere nessuna delle razze care alla mia fantasia e così mi sono ritrovato a scrivere di Cavalieri, Maghi, Alchimisti, Elfi, Orchi, Demoni, Mutaforma, Streghe, Driadi, Nani e molte, molte altre ancora. Ho immaginato un universo capace di contenere tutto il fantastico partorito dalla mente umana; un universo dove il reale e il fantastico si uniscono senza limiti di spazio, forma o tempo. Il mio universo ideale, magico e pericoloso.

Adesso, però, è arrivato il momento di salutarci, ho un appuntamento importante: Dante mi aspetta, dobbiamo continuare a scrivere la sua storia. Non voglio svelarvi troppo in merito, ma mi auguro di aver accesso la miccia della vostra curiosità e che essa presto esploda tra le pagine dei miei romanzi.

Presto! Il Mutafavole aspetta anche voi!

 

Antonio Carmine Napolitano

per Japanimando Webzine N°61