Libro di appartenenza

“Il diario di Salvador Santana”

Marilla Dos Santos – Rio de Janeiro – 1832

 

Associazione

Accademia del Mastro Orologiaio

Ordine dei Guardiani

 

Arma / Talento

Manipolazione della Natura

Capacità di estendere i propri arti attraverso il terreno

Passa-foresta: utilizza i fusti degli alberi come un portale tra i luoghi

 

Caratteristiche

Altruismo – Purezza – Ottimismo

 

Hobbies

Botanica – Utilizzare svariate e bizzarre forme umane per nascondersi agli Ignari

 

estratto da: Il Mutafavole e l’Ombra del Primo Buio

«Gae era una Driade. Il suo corpo era quasi completamente ricoperto da un’armatura-corteccia di dura quercia. L’incarnato della sua pelle tendeva all’olivastro. I capelli, crespi e scuri, assomigliavano a un cespuglio di rovi adornato qua e là da qualche fiorellino bianco o rosa. I suoi occhi non avevano pupille ed erano del colore della terra bagnata.»

cit. di Gae, da: Il Mutafavole e l’Ombra del Primo Buio

«Dobbiamo proteggere gli indifesi e gli innocenti, di qualunque specie, di qualunque fazione… senza distinzioni o favori, sempre! È il compito di un Guardiano!»

 

Approfondimenti

Quando Gae varcò la “soglia” e si ritrovò nel nostro mondo, la driade fu rintracciata e accolta nel Giardino di Babilonia retto della Regina Serrena. La roccaforte-colonia ospita qualsiasi specie di Ninfa che ha attraversato la “soglia” ed è affiliata a uno dei Baluardi d’Europa: L’Accademia del Mastro Orologiaio. Nel Giardino le giovani ninfe trovavano riparo e protezione, come in una sorellanza, e tra canti e danze si prodigano ad assistere il prossimo e ad aiutare gli indifesi.

Gae non era dissimile dalle sue sorelle, se non per l’aspetto ruvido e fiero. Fu un’apprendista modello, in perfetta armonia con il ciclo della natura, dedita alla botanica e alla magia curativa. Durante la sua permanenza nel Giardino di Babilonia si avvicinò molto ad Elea, una ninfa delle paludi, e ad Alona, una ninfa dei burroni, con le quali instaurò un profondo legame d’amicizia nonché una formidabile squadra d’azione. Nonostante questo, però, Gae si sentiva fuori posto: dentro di lei sapeva di non appartenere a quella sorellanza ma di essere destinata a qualcos’altro, a qualcosa di più grande.

Serrena ricorda così la sua partenza: «Era un giorno come un altro, una pattuglia come un’altra. Ogni giorno le mie ninfe escono di ronda a prestare aiuto tra la popolazione degli Ignari. Quel giorno c’era anche la squadra di Gaelintia. Ci fu tumulto in un villaggio poco distante la nostra roccaforte. Doveva essere la solita operazione di assistenza… ma qualcosa andò storto e Alona rimase ferita gravemente. Gaelintia reagì. Le altre ninfe mi confidarono che Gaelintia si abbatté sugli aggressori come una tempesta sulle cime degli alberi e che come un terremoto squassò la terra. Le mie ninfe non sono né tempesta né terremoto. Io lo avevo sempre saputo, ma l’avevo negato a me stessa. Avevo insegnato a Gaelintia a padroneggiare l’ematite per nascondersi… ma tempeste e terremoti sono impossibili da nascondere. Scrissi al Mastro Orologiaio, il rettore dell’Accademia, uno dei pochi uomini che godono della mia stima. Il suo arrivo decretò la partenza di Gaelintia. Quell’uomo ha colto il fiore più raro del mio giardino.»

Gae ha instaurato un profondo legame d’amicizia con Dante, il portatore della misteriosa cicatrice, diventando un punto di riferimento per il ragazzino nonché sua confidente privilegiata.